domenica 1 giugno 2014

"L'albero di Anne" di I. Cohen-Janca, M. A.C. Quarello

scritto da Irène Cohen-Janca e illustrato da Maurizio A.C.Quarello
nel 2009 e pubblicato da Orecchio acerbo edizioni nel 2010
per bambini da 9anni
La mia edizione ha  36pp,
è in cartone rigido e costa 14 
Dentro ci trovate: un ippostano
la sua storia, lo scorrere delle stagioni,
pezzi del diario di Anne Frank,
l'olocausto e dei bei disegni

E secondo me:
☻☻☻☻☺- testo
☻☻☻☻☺- illustrazioni
☻☻☻☺☺- idee
☻☻☻☻☺- prodotto

Giudizio: ☻☻☻☻☺

Si può comprare qui

E due parole il libertà sul libro:
Non è un'idea originale. Per nulla. La solita vecchia storia sull'olocausto basata sul solito, classicissimo e tristissimo diario di Anne Frank, di cui ci sono alcuni estratti. Però è un'idea ben realizzata, con disegni che hanno il loro stile e usano colori e toni adatti alla storia. Con un testo, soprattutto, che è poetico ed elegante, ma semplice, e regala la visione dell'ippocastano. La sua voce ci parla e ci racconta di Anne. Ci mostra le cose. E io vi lascio il pezzo che sul sito della orecchio acerbo hanno scritto, e che rende bene l'idea.
“Nelle città di rumore e polvere io sono quello che per primo annuncia la primavera. In aprile si schiudono le gemme e con lo stesso slancio sbocciano i miei fiori e le mie foglie. Io sono un ippocastano.” Un vecchio ippocastano, nel cortile di una casa alle spalle di uno dei tanti canali di Amsterdam. Ho più di cento anni, e sotto la corteccia migliaia di ricordi. Ma è di una ragazzina -Anne il suo nome- il ricordo più vivo. Aveva tredici anni, ma non scendeva mai in cortile a giocare. La intravedevo appena, dietro il lucernario della soffitta del palazzo di fronte. Curva a scrivere fitto fitto, quando alzava gli occhi il suo sguardo spaziava l’orizzonte. A volte però si fermava sui miei rami, scintillanti di pioggia in autunno, rigogliosi di foglie e fiori in primavera. E vedevo il suo sorriso. Luminoso come uno squarcio di luce e speranza in quegli anni tetri e bui della guerra. Fino a quando, un giorno d’estate, un gruppo di soldati -grandi elmetti e mitra in pugno- la portò via. Per sempre. Dicono che sotto la mia corteccia, insieme con i ricordi, si siano intrufolati funghi e parassiti. E che forse non ce la farò. Sì, sono preoccupato per le mie foglie, per il mio tronco, per le mie radici. Ma i parassiti più pericolosi sono i tarli, i tarli della memoria. Quelli che vorrebbero intaccare, fino a negarlo, il ricordo di Anne Frank.

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